Oscurus.
A 325 m tra il torrente Argilla e la valle del Dragogna. Oscurus vuol dire sorbo, sorbole, nespole.
Casa carsica di Monrupino.
Illuminata anche all'interno: cucina e camera con gli oggetti e utensili per armonizzare il criterio documentativo con un senso di presenza vitale
Orbanici di Dignano.
E' una contrada nell'agro di Dignano.
Acquaviva dei Vena.
Nell'Istria ora Slovena questo borgo è arroccato sul ciglione carsico. Le antiche case sono costruite in calcare e il paesino mantiene intatte le sue origini.
Villa Padova - Kascerga.
Rustico con in evidenza, sotto il tetto, il solaio per la stagionatura dei prosciutti. Complesso di rustici contadini con ballatoi e scale esterne fiorite, in arenaria e ben conservate.
Merischie.
A dorso di mulo fra la valle del Dragogna e il torrente Argilla. Spettacolare vista sulla piana di Sicciole. Questo rustico è da anni in completo degrado e abbandono.
Castagna.
Villa della Signoria di Piemonte, appartenne ai Contarini. Ha un ricco passato di vita agricola, testimoniato dalle macine abbandonate.
Fra le due guerre, intensa era l'attività di battellieri, da Ponte Porton alla foce del Quieto.
Castelnuovo d'Arsa - Racalj.
Palazzetto dei conti Loredan. Sopra il fiume Arsa che disegnava l'antico confine dell'Italia romana.
Umile Carso.
Da fotografie di Giuseppe Marchiori: uno dei primi pellegrinaggi con Bruno nel Carso nascosto
di A. Spacal.
"Ho cercato di penetrare nella realtà istriana, renderla viva e palese nei suoi reconditi e più riposti aspetti. Mi è capitato così di fare inconsciamente l’archeologo e armato del mio DAS e di un po’ di coraggio, tento di riportare alla luce la memoria perduta delle buone cose dell’ISTRIA. In queste riproduzioni prendo spunto da una foto, da un’incisione, da viaggi, da ricordi.
Spesso il materiale per le costruzioni è stato raccolto girovagando per le campagne e i borghi istriani: muschio, sommaco, rametti di timo selvatico, terra rossa, rena della battigia, ghiande di querciolo..."